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Franco Di Muccio - Corriere del Mezzogiorno del 22 Febbraio 2010

 

Di Muccio: Londra? Meglio Valle Agricola. Il sindaco: è il nostro vanto

 

L’uomo che gestisce le Borse con un clic
(e che ha rifiutato sei milioni di sterline)

 

 

CASERTA - Rifiuta sei milioni di sterline e si ritira nella sua vecchia casa di Valle Agricola. Da qui, attraverso internet, lancia la sfida per la conquista di nuove fette di mercato in Italia, nel nord America e nei paesi asiatici. Poteva vivere di rendita, e invece dice che preferisce confrontarsi e sfidare i colossi dell’informatica e della finanza. Franco Di Muccio, 41 anni da compiere il prossimo maggio, ha lasciato Londra per ritornare nel paese dei suoi genitori. E da qualche tempo nella sua casa in via Matese— nel piccolo centro montano di Valle Agricola, meno di mille abitanti — sono in corso lavori per la ristrutturazione che la trasformeranno in una piccola centrale informatica. Figlio di immigrati (è nato in Inghilterra, a Wort Valley, da Giovanni Giuseppe Di Muccio ed Elisa Aurecchia), Franco è l’ultimo di tre figli, e ha completato gli studi in Inghilterra fino alla laurea in informatica.

 

 

Inventa un software per gli investimenti di successo e preferisce ritirarsi in un paese di meno di mille anime

 

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Ancora giovanissimo mette a punto, insieme ad altri due sue amici un software per la gestione degli investimenti in borsa. Un software che è utilizzabile, dalle banche e dal singolo cliente, anche attraverso la connessione con un telefonino. Gli istituti di credito inglesi e quelli di mezza Europa acquistano i diritti per l’utilizzo del software che per la sua semplicità e unicità conquista presto una grossa fetta di mercato. Di Muccio crea la «Scalper», società che nasce proprio per la commercializzazione del programma «Trade Companion», per il quale le maggiori banche inglesi sono disposte a pagare costose royalties. Improvvisamente, i clienti — non solo le banche, ma anche grossi gruppi finanziari — chiedono la cessione totale dei diritti. In cambio offrono a Di Muccio una somma da capogiro: «Sei milioni di sterline per rinunciare al software da me realizzato».

Senza un attimo di esitazione il direttore della «Scalper» dice no. Non solo, decide anche di cambiare vita preferendo la serenità e la solitudine di un piccolo paesino dell’Alto Casertano al caos delle metropoli inglesi. E nella sua casa valligiana, Di Muccio ha allestito una sala operativa nella quale lavora con un suo collaboratore (Mario Izzo, anch’egli esperto informatico) perché — spiega al Corriere del Mezzogiorno — «dopo aver ricoperto quasi interamente il mercato inglese con il mio prodotto adesso cerco di fare lo stesso anche in Italia. Sono molto fiducioso sulla riuscita di questa operazione, poiché confido molto nella capacita di fare affari degli italiani».

La storia di Franco Di Muccio, ovviamente, ci ha messo poco a correreper tutto il paese. «E per noi è motivo di vanto», dice fiero Fernando Pezza, sindaco di Valle Agricola. «È un caso che ci da lustro nel mondo, e il suo ritorno in paese rappresenta la rivincita per i tanti giovani che ogni anno lasciano queste zone per cercare lavoro altrove». Valle Agricola, paesino incastonato nel cuore del Matese, con una sola strada che lo collega con il resto del mondo e con la piana del Volturno, ha infatti vissuto un massiccio spopolamento nell’immediato dopo guerra. Mete preferite dei giovani di allora erano l’America, l’Inghilterra e altri paesi europei dove era più facile trovare lavoro e costruirsi un futuro. Molti figli di quei migranti sono ritornati in paese e oggi, purtroppo, rivedono i loro figli ripartire per il nord Italia o, ancora, per paesi oltre confine.

Chi decide di restare in paese, invece, lo fa affrontando sacrifici per lavorare e studiare che sarebbero inconcepibili per qualsiasi abitante di una media città: c’è infatti una sola corsa dei mezzi di trasporto pubblico al mattino per scendere e una alla sera per rientrare a casa. Valle Agricola— oltre che all’«uomo da sei milioni di sterline» — ha dato le origini anche a Marko Stanojevic campione di rugby e giocatore della nazionale italiana. Il resto è una vita passata a coltivare i campi, dal momento che l’economia valligiana si regge esclusivamente sull’agricoltura, e in particolare sulla produzione di una lenticchia molto pregiata, detta appunto lenticchia di Valle Agricola. Franco Di Muccio è partito da qui. E oggi altro che accontentarsi d’un piatto di lenticchie. Lui è uno che rifiuta sei milioni di sterline.

 

Giancarlo Izzo - Corriere del Mezzogiorno
22 febbraio 2010

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